Un po’ di rigore

Sono da sempre convinto che il segreto del successo di una persona (da intendersi sia dal punto di vista professionale, sia dal punto di vista personale) sia la giusta combinazione di disciplina ed organizzazione.

Chi mi conosce bene sa che per me è molto difficile ottenere tale combinazione: sono di natura un disordinato e tendo ad essere pigro.

E’ però anche vero che sebbene all’esterno io appaia così, in realtà sono un maniaco dell’ordine e dell’organizzazione, nonché della disciplina. Questi due elementi devono, però, combattere un po’ contro la mia pigrizia, un po’ contro la mia esagerata capacità di appassionarmi in pochi secondi delle più piccole stupidate. Questa mia ultima caratteristica è indubbiamente la più pericolosa verso la strada del successo perché mi fa perdere spessissimo la concentrazione, sia a breve termine sia a lungo termine.

Per concentrazione a breve termine intendo la concentrazione che si ha quando, ad esempio, si sta studiando per un esame o per una lezione. Questo post è un perfetto tipo di perdita di concentrazione a breve termine. Sto digitando queste parole, infatti, durante una sessione di studio in biblioteca qui ad Hastings.

La concentrazione a lungo termine è quella che consente, invece, di mantenere inalterato per un accettabile periodo di tempo il proprio obiettivo. Io questo obiettivo lo continuo a cambiare o sono distratto dallo stesso da passioni momentanee che sorgono nella mia mente come funghi: una volta i fumetti, poi il Macintosh, poi il web 2.0, poi Harry Potter, quindi il cinema, il modellismo, etc.

Come fare a sistemare tutto ciò? La autodisciplina sicuramente aiuta e può essere anche divertente. Molto tempo fa avevo utilizzato questo blog per autoimpormi di interrompere una cosa che mi faceva perdere tempo o (forse ancora più precisamente) soldi. Era un periodo in cui per mille motivi mi sentivo triste e combattevo questa tristezza acquistando fumetti a tutto andare. Ero stato colpito dalla sindrome della spesa selvaggia e mia madre può testimoniare sul numero di pacchi di fumetti che continuavano ad arrivare a casa mia dai posti più lontani: Denver, Inghilterra, Tucson, Giappone e chi più ne ha, più ne metta.

Quella volta mi ero autoimposto di non acquistare più fumetti fino a quando avessi finito di leggere l’ultimo dei fumetti che avevo acquistato. Utilizzavo il blog inserendo al termine di ogni post che scrivevo il numero di giorni di autodeterminazione mantenuta.

La tecnica ha funzionato discretamente. Ho interrotto l’acquisto selvaggio dei comics e sono riuscito ad arrivare ad accumulare un bel po’ di giorni di mantenimento del criterio di autodeterminazione.

Insomma, penso proprio che dovrò utilizzare nuovamente il metodo dell’autodisciplina perché sento che non sto ancora dando il massimo di me stesso e voglio investire per bene questo anno.

Diamoci dentro!

1 thought on “Un po’ di rigore

  1. Marco

    Ma che cos’è in realtà il successo? Ed è poi cosi importante? Il nostro primo obiettivo nella vita non dovrebbe essere semplicemente il raggiungimento della felicità? Mah??!!?? In ogni caso….
    ….un abbraccio grande!!

    Reply

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