Monthly Archives: September 2008

Le stranezze degli USA – Parte 1

Ormai sono quasi due mesi che vivo in America e devo dire che di cose strane ne sto vedendo molte. Dalle cose pazzescamente strane a quelle moderatamente strane, questo paese non smette di stupirmi ogni giorno che passa.

Ho pensato, quindi, di iniziare una serie di post per raccontare di tutte questre stranezze: novità incredibili, curiosità, cose furbe e interessanti, soluzioni a problemi di tutti i giorni e vere e proprie stranezze inspiegabili.

Ed è proprio di una stranezza insipegabile che vorrei raccontarvi oggi. L’ispirazione mi è venuta qualche secondo fa, quando la fame per la cena iniziava a farsi sentire ed allora ho aperto il frigorifero alla ricerca di qualche cosa di buono da spiluccare in attesa di fare il regolare pasto serale.

Beh, cosa ho trovato di buono nel frigo? Un bel vasetto di yogurt, che fa sempre bene e rinfresca.

Ecco di seguito una immagine di repertorio scattata qualche secondo fa.

 

Ecco il corpo del reato

Ecco il corpo del reato

A ben vedere non c’è niente di particolarmente strano in questo vasetto…i più astuti noteranno che la scritta della marca di yogurt è al contrario…la parte superiore della scritta punta verso la parte inferiore del vasetto. Che sia in questo piccolo dettaglio che si cela la incredibile stranezza che il buon Botolo vi vuole presentare oggi?

Eheheh, il trucco si capisce nel seguente video (che potenti mezzi che abbiamo, addirittura anche il video!!! incredibile).

Avete visto?!? Sti furiosi degli americani si mangiano lo yogurt al contrario, dal tappo in basso del vasetto. E devo dire che è di una SCOMODITA’ micidiale, il cucchiaio a malapena esce dal buco e mi è caduto lo yogurt anche per terra, li mortacci loro 😀

Bene, immagino che sarete sotto shock dopo questa notizia…vi lascio riflettere sulla cosa e arrivederci alla prossima puntata de “Le stranezze degli USA”.

E ricordatevi, questa trasmissione è uno spin-off della originale serie “Le stranezze di Busto Arsizio”, trasmissione di incredibile successo andata in onda qualche anno fa su Rete Cippalippa, la rete dei tuoi pensieri, l’etere dei tuoi sogni.

Alla prossima!

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Gli RSS, come funzionano

Ultimamente mi sto appassionando al mondo degli RSS. Cosa sono gli RSS? In sostanza si tratta di un sistema mediante il quale il contenuto di un blog o di uno sito internet viene reso disponibile in formato light a tutti gli internauti.

Perché usare gli RSS? In sostanza perché con alcuni programmi appositi o con alcuni siti web è possibile tenere d’occhio tutti i blog e i siti che si seguono. Ogni volta che uno di questi blog o siti verrà aggiornato, il nostro sistema di gestione degli RSS ci consentirà di essere avvertiti e di poter visionare il contenuto del sito direttamente all’interno del sistema di gestione.

Cosa usare per leggere gli RSS? I due modi più semplici per gestire i propri RSS sono, secondo me, Google Reader o NetNewsWire. Il primo sistema è accessibile online all’indirizzo http://www.google.com/reader/. Basta utilizzare il proprio account Google e aggiungere gli indirizzi dei siti o blog che si intendono seguire.

Google Reader

Se invece si preferisce utilizzare un software dedicato, allora consiglio il mitico NetNewsWire per Macintosh. Il suo utilizzo è molto semplice e simile a quello di Google Reader: si aggiungono i siti internet, si organizzano gli stessi per cartelle, si imposta l’eventuale sincronizzazione con Newsgator e si inizia il divertimento!

NetNewsWire

Una volta impostato il proprio sistema di gestione degli RSS, ci si inizia a divertire: si leggono le notizie, si segnano quelle preferite e si condividono con gli amici quelle più buffe o interessanti.

Ecco, vorrei condividere con voi una delle simpatiche foto che ho appena visto sul RSS di Pixdaus, molto divertente.

Ciao!

Poor Guy

(Via Pixdaus: Popular Today Pics.)

Un po’ di rigore

Sono da sempre convinto che il segreto del successo di una persona (da intendersi sia dal punto di vista professionale, sia dal punto di vista personale) sia la giusta combinazione di disciplina ed organizzazione.

Chi mi conosce bene sa che per me è molto difficile ottenere tale combinazione: sono di natura un disordinato e tendo ad essere pigro.

E’ però anche vero che sebbene all’esterno io appaia così, in realtà sono un maniaco dell’ordine e dell’organizzazione, nonché della disciplina. Questi due elementi devono, però, combattere un po’ contro la mia pigrizia, un po’ contro la mia esagerata capacità di appassionarmi in pochi secondi delle più piccole stupidate. Questa mia ultima caratteristica è indubbiamente la più pericolosa verso la strada del successo perché mi fa perdere spessissimo la concentrazione, sia a breve termine sia a lungo termine.

Per concentrazione a breve termine intendo la concentrazione che si ha quando, ad esempio, si sta studiando per un esame o per una lezione. Questo post è un perfetto tipo di perdita di concentrazione a breve termine. Sto digitando queste parole, infatti, durante una sessione di studio in biblioteca qui ad Hastings.

La concentrazione a lungo termine è quella che consente, invece, di mantenere inalterato per un accettabile periodo di tempo il proprio obiettivo. Io questo obiettivo lo continuo a cambiare o sono distratto dallo stesso da passioni momentanee che sorgono nella mia mente come funghi: una volta i fumetti, poi il Macintosh, poi il web 2.0, poi Harry Potter, quindi il cinema, il modellismo, etc.

Come fare a sistemare tutto ciò? La autodisciplina sicuramente aiuta e può essere anche divertente. Molto tempo fa avevo utilizzato questo blog per autoimpormi di interrompere una cosa che mi faceva perdere tempo o (forse ancora più precisamente) soldi. Era un periodo in cui per mille motivi mi sentivo triste e combattevo questa tristezza acquistando fumetti a tutto andare. Ero stato colpito dalla sindrome della spesa selvaggia e mia madre può testimoniare sul numero di pacchi di fumetti che continuavano ad arrivare a casa mia dai posti più lontani: Denver, Inghilterra, Tucson, Giappone e chi più ne ha, più ne metta.

Quella volta mi ero autoimposto di non acquistare più fumetti fino a quando avessi finito di leggere l’ultimo dei fumetti che avevo acquistato. Utilizzavo il blog inserendo al termine di ogni post che scrivevo il numero di giorni di autodeterminazione mantenuta.

La tecnica ha funzionato discretamente. Ho interrotto l’acquisto selvaggio dei comics e sono riuscito ad arrivare ad accumulare un bel po’ di giorni di mantenimento del criterio di autodeterminazione.

Insomma, penso proprio che dovrò utilizzare nuovamente il metodo dell’autodisciplina perché sento che non sto ancora dando il massimo di me stesso e voglio investire per bene questo anno.

Diamoci dentro!