Tasti a caso

Sto scrivendo questo post al buio. Il mio MacBook non è come le versioni Pro, con la tastiera retroilluminata, e allora faccio fatica a trovare i tasti giusti da premere. Ma forse non faccio fatica solo per il buio. Forse non li trovo anche perché non so cosa scrivere o non riesco a scrivere ciò che vorrei.

Tempo fa mi mettevo alla tastiera e le parole uscivano magicamente dalle dita. Non parole a caso. Lettere che, una insieme all’altra, formavano pensieri che mi piaceva rileggere. Oggi invece non riesco più a fare così. Scrivo quasi per sfogarmi, come una terapia. Ma ciò che butto giu non mi piace e raramente lo rileggo.

L’estate è la stagione dell’abbandono. Chi abbandona fidanzati, chi abbandona poveri cagnolini. Io questa volta abbandono queste lettere. Le abbandono in questo rettangolo bianco. Un fidanzato piange, un cagnolino non capisce. Ma queste lettere sembra che non mi vogliano neanche bene, sembra che non siano affezionate a me neanche un po’. Le guardo qui distese, cerco un po’ di attenzione da parte loro ma non percepisco niente. E’ come se a loro non importasse se stare dentro di me oppure sdraiate su questo foglio bianco virtuale.

Non le critico, in questo periodo non è molto divertente stare dentro di me. E allora ciao, letterine, divertitevi.

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